Ieri

Le origini dell’Accademia si possono individuare nelle riunioni musicali che dal 1886 si tennero in casa del conte Vittorio Radicati di Marmorito, e alle quali partecipavano professionisti e amanti della musica uniti dal comune interesse per lo studio e la diffusione del repertorio corale italiano.
Fu nel 1875 che il violinista, compositore e direttore di coro Stefano Tempia fondò l’Accademia musicale, che alla sua morte, avvenuta solo tre anni più tardi, prese il suo nome.
Cuore dell’Accademia erano il coro polifonico i cui componenti furono denominati “Accademici”. Il loro primo saggio si tenne il 12 marzo 1876 sotto la direzione di Tempia, nella sala del Ginnasio Gioberti di Torino, ed in quella sede si svolsero le manifestazioni dell’Accademia per sessant’anni. Fino al 1935, quando il salone del Conservatorio Giuseppe Verdi divenne la sede ufficiale dei concerti.
Indimenticabili le innumerevoli trasferte. A Grenoble nel 1903 l’Accademia vinse tre primi premi contemporaneamente. Ai concerti di Roma, nei primi anni del Novecento, intervennero i principi reali, la regina Maria Pia, i duchi d’Aosta e di Genova.

Stefano Tempia nasce a Racconigi nel 1832. Dal padre Giovanni Battista, militare e maestro di banda, Stefano apprende il violino e il pianoforte ed è avviato agli studi di composizione, che completa sotto la guida di Luigi Felice Rossi.
Nonostante l’indole piuttosto schiva e riservata, in campo musicale riesce a guadagnarsi una solida stima professionale.
Violinista in diverse orchestre teatrali torinesi e direttore al Teatro Sutera, è maestro di cappella della Colleggiata di Trino Vercellese dal 1854 al 1859, quindi riprende l’attività di violinista al Teatro Carignano e alla Cappella di Corte di Torino.
Nel 1864, dietro incarico del governo, compone la Messa in fa minore per l’anniversario della morte di re Carlo Alberto. L’opera viene eseguita nella Cattedrale di Torino il 28 luglio dello stesso anno, ma sarà l’Agnus  Dei, pezzo di studio a gran corale che ricorda la musica dei vecchi classici, ad esaltare tutta la bravura di Tempia.
Seguirà il Requiem a stile fugato op. 94 che esalta le qualità del Maestro.
La regina Maria Pia di Portogallo gli commissiona la Messa a quattro voci miste op. 107 per la Reale Cappella di Lisbona.
Al medesimo periodo appartiene la composizione Vespro per grande orchestra per la Reale Cappella di Torino, che gli procura la nomina a “Maestro di Cappella onorario di Sua Maestà”, ed il Magnificat a tre voci con orchestra.
Nonostante le umili origini, Stefano Tempia riesce a conquistarsi grande considerazione negli ambienti musicali e fra la nobiltà cittadina. Il suo stile non teme rivali: è lo stile cosiddetto “osservato”, che gli procura premi ed onorificenze. Prima nel 1867 per un madrigale eseguito a Milano, quindi, nello stesso anno, a Firenze per un Ave Virgo Singolari; ancora a Firenze per un Pater Noster ed infine, nel 1870, due premi nello stesso concorso con il Benedicat nos Deus noster.
Nel 1868 Stefano Tempia assume con Francesco Bianchi la prima classe di violino istituita presso il Liceo Musicale, che lascia dopo tre anni per dedicarsi interamente a quella che diventa la sua attività principale: l’insegnamento del canto corale.
Coadiuvato da Giuseppe Melano, Giuseppe Bertone, Benedetto Mazzarella e dal Conte Ippolito Verney della Valletta, fonda nel 1875 l’Accademia di Canto Corale di cui assume la carica di direttore artistico.

Con l’intento di divulgare e valorizzare l’evoluzione storica di una delle più antiche e importanti istituzioni italiane, il Centro Studi Piemontesi per l’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di Torino, in occasione del centenario dalla fondazione ha pubblicato nel 1984 il volume “Stefano Tempia e la sua Accademia di canto corale” a cura di Ennio Bassi.




Accademia Corale Stefano Tempia

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